Foto AITorta di farina integrale
Una torta semplice e soffice fatta con farina integrale, perfetta per la colazione o la merenda.
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Ingredienti

- 400 g Farina integrale
- 280 g Zucchero
- 3 pz Uova
- 150 g Olio di semi di girasole
- 100 g Latte a temperatura ambiente
- 16 g Lievito per dolci
- 1 pz Scorza di limone o arancia
- Zucchero a velo vanigliato, a piacere, per servire
Procedimento
Versate lo zucchero in una ciotola, aggiungete le uova e sbattete con una frusta per qualche minuto fino a ottenere una massa gonfia e arieggiata.
Senza smettere di sbattere, versate a filo l'olio di semi di girasole.
Aggiungete la farina insieme al lievito per dolci in più riprese e mescolate bene.
Versate il latte a temperatura ambiente e aggiungete la scorza di limone o arancia per profumare.
Mescolate con la frusta fino a ottenere un composto omogeneo e liscio.
Preriscaldate il forno a 180 °C.
Versate l'impasto in una tortiera di circa 24 centimetri di diametro e livellate la superficie con una spatola.
Cuocete la torta per circa 1 ora, verificando la cottura con uno stecchino di legno.
60 minLasciate raffreddare completamente la torta prima di toglierla dalla tortiera.
Servite cosparsa abbondantemente di zucchero a velo vanigliato.
Questa è una torta che si fa senza montapanna, senza burro sciolto a bagnomaria, senza prudenze inutili: è una torta all'olio, e il meccanismo è tutto lì. L'uovo con lo zucchero si monta a frusta finché non raddoppia e diventa chiaro e spumoso — non per estetica, ma perché quell'aria incorporata è l'unico lievitante fisico che la torta ha oltre a quello chimico, e se la sbattuta è pigra la torta viene bassa e compatta, punto, non c'è lievito che rimedi dopo.
L'olio si versa a filo, piano, dentro la montata che gira ancora: è un'emulsione che si sta formando, e se butti l'olio tutto insieme la massa si smonta, l'aria scappa, e ti ritrovi un composto che pare minestra separata invece che crema. Poi arriva la farina integrale, a più riprese, mescolata e non frullata: la farina integrale ha la crusca, che taglia il glutine e assorbe più liquido della farina bianca, per questo il latte arriva dopo, a correggere, e deve essere a temperatura ambiente — se è freddo di frigo rapprende l'olio in piccoli grumi e la cottura in forno non li scioglie più.
Lo zucchero qui non è solo dolcezza: nella sbattuta con le uova è anche lui a trattenere l'aria, i cristalli tagliano la massa e aiutano la montata a restare soffice. Se ne metti meno la torta regge comunque, viene solo meno dolce e leggermente meno soffice: non è un dramma, aggiusta a occhio secondo il gusto.
La farina integrale è la protagonista silenziosa: ha più fibra e più crusca della farina bianca, assorbe più liquido, dà alla torta quel colore scuro e quella consistenza un po' più rustica, meno all'areata. Se non l'avete, farina bianca va benissimo, ma riducete leggermente il latte, perché la bianca ne chiede meno.
L'olio di semi va scelto neutro — girasole, come dice la ricetta, oppure mais — proprio perché non deve competere col profumo della scorza d'agrume. L'olio d'oliva qui sarebbe un errore di casting: ha un sapore proprio troppo marcato per una torta che vuole restare delicata.
Il lievito per dolci (il classico bustina da pasticceria) è chimico, non va confuso col lievito di birra: agisce con il calore del forno, non ha bisogno di tempo di riposo prima, ed è per questo che l'impasto va in forno appena pronto, senza farlo aspettare sul bancone.
La scorza di limone o arancia è un dettaglio che costa niente e cambia tutto: grattugiatela solo la parte colorata, il bianco sotto è amaro. È quella nota che fa sembrare la torta fatta con cura anche se in realtà è una ricetta semplicissima, quasi un impasto da tutti i giorni — ed è proprio questa economia di gesti, pochi ingredienti comuni, niente tecniche complicate, che ha reso questo tipo di torta un classico delle case, non delle pasticcerie: si fa con quello che c'è in dispensa.
Lo zucchero a velo finale è decorazione e basta, mettetelo quando la torta è fredda altrimenti si scioglie e scompare invece di restare bianco in superficie.
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